giovedì 15 settembre 2011

Arrosto di Tacchino - Ricetta Artusi

Il tacchino appartiene all'ordine dei Rasores, ossia gallinacci, alla
famiglia della Phasanidae e al genere Meleagris. È originario
dell'America settentrionale, estendendosi la sua dimora dal nord ovest
degli Stati Uniti allo stretto di Panama, ed ha il nome di pollo
d'India perché Colombo credendo di potersi aprire una via per le Indie
orientali, navigando a ponente, quelle terre da lui scoperte furono
poi denominate Indie occidentali. Pare accertato che gli Spagnuoli
portassero quell'uccello in Europa al principio nel 1500 e dicesi che
i primi tacchini introdotti in Francia furono pagati un luigi d'oro.
Siccome quest'animale si ciba di ogni sudiceria in cui si abbatte, la
sua carne, se è mal nutrito, acquista talvolta un gusto nauseante, ma
diviene ottima e saporosa se alimentato di granturco e di pastoni
caldi di crusca. Si può cucinare in tutti i modi: a lesso, in umido,
in gratella e arrosto; la carne della femmina è più gentile di quella
del maschio. Dicono che il brodo di questo volatile sia caloroso, il
che può essere, ma è molto saporito e si presta bene per le minestre
di malfattini, riso con cavolo o rapa, gran farro e farinata di
granturco aggraziate e rese più gustose e saporite con due salsicce
sminuzzate dentro. La parte
da preferirsi per lesso è l'anteriore compresa l'ala, che è il pezzo
più delicato. Per l'arrosto morto e per l'arrosto allo spiede si
prestano meglio i quarti di dietro. Trattandosi del primo è bene
steccarlo leggermente di aglio e ramerino e condirlo con un battuto di
carnesecca o lardone, un poco di burro, sale e pepe, sugo di pomodoro
o conserva sciolta nell'acqua, onde poter rosolare nel suo intinto
delle patate per contorno. Arrosto allo spiede si unge coll'olio e,
piacendo, si serve con un contorno di polenta fritta. Il petto poi,
spianato alla grossezza di un dito e condito qualche ora avanti a
buona misura, con olio, sale e pepe, è ottimo anche in gratella, anzi
è un piatto gradito ai bevitori, i quali vi aggiungono, conciati nella
stessa maniera, il fegatino e il ventriglio tagliuzzato perché prenda
meglio il condimento.
Vi dirò per ultimo che un tacchinotto giovane del peso di due
chilogrammi all'incirca, cotto intero, allo spiede come la gallina di
Faraone, può fare eccellente figura in qualsiasi pranzo, specialmente
se è primiticcio.



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