martedì 13 settembre 2011

Crescente - Ricette Artusi

Che linguaggio strano si parla nella dotta Bologna!
I tappeti (da terra) li chiamano i panni; i fiaschi, i fiaschetti (di vino),
zucche, zucchette; le animelle, i latti. Dicono zigàre per piangere, e
ad una donna malsana, brutta ed uggiosa, che si direbbe una calía o
una scamonea, danno il nome di sagoma. Nelle trattorie poi trovate
la trifola, la costata alla fiorentina ed altre siffatte cose da
spiritare i cani. Fu là, io credo, che s'inventarono le batterie per
significare le corse di gara a baroccino o a sediolo e dove si era
trovato il vocabolo zona per indicare una corsa in tranvai. Quando
sentii la prima volta nominare la crescente, credei si parlasse della
luna; si trattava
invece della schiacciata, o focaccia, o pasta fritta comune che tutti
conoscono e tutti sanno fare, con la sola differenza che i Bolognesi,
per renderla più tenera e digeribile, nell'intridere la farina
coll'acqua diaccia e il sale, aggiungono un poco di lardo.
Pare che la stiacciata gonfi meglio se la gettate in padella coll'unto
a bollore, fuori del fuoco.
Sono per altro i Bolognesi gente attiva, industriosa, affabile e
cordiale e però, tanto con gli uomini che con le donne, si parla
volentieri, perché piace la loro franca conversazione. Codesta, se io
avessi a giudicare, è la vera educazione e civiltà di un popolo, non
quella di certe città i cui abitanti son di un carattere del tutto
diverso.
Il Boccaccio in una delle sue novelle, parlando delle donne bolognesi, esclama:
"O singolar dolcezza del sangue bolognese! quanto se' tu sempre stata
da commendare in così fatti casi! (casi d'amore) mai di lagrime
né di sospir fosti vaga; e continuamente a' prieghi pieghevole e agli
amorosi desiderio arrendevol fosti; se io avesse degne lodi da
commendarti, mai sazia non se ne vedrebbe la voce mia".



Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...