mercoledì 28 settembre 2011

Rosolio d'Anaci - Ricetta Artusi

Si fa nella stessa guisa del precedente. L'infuso invece di scorza di
limone fatelo con grammi 50 d'anaci di Romagna, e dico di Romagna
perché questi, per grato sapore e forte fragranza sono, senza
esagerazione, i migliori del mondo; ma prima di servirvene gettateli
nell'acqua per nettarli dalla terra che probabilmente contengono,
essendovi a bella posta frammista per adulterar quella merce. Fu uno
scellerato che io ho conosciuto, perché era dagli onesti segnato a
dito, colui il quale trovò pel primo quella infame industria, saranno
ormai sessant'anni. Coloro che seguono le sue traccie, e sono molti,
si servono di una terra cretacea del colore stesso degli anaci, la
mettono in forno a seccare, poi la vagliano per ridurla in granelli
della grossezza medesima e la mescolano a quella merce nella
proporzione del 10 e fino del 20 per cento.
Qui verrebbe opportuna una tiratina di orecchi a coloro che adulterano
per un vile e malinteso guadagno, i prodotti del proprio paese, senza
riflettere al male che fanno, il quale ridonda il più delle volte a
danno di loro stessi. Non pensano allo scredito che recano alla merce,
alla diffidenza che nasce e al pericolo di alienarsi i committenti. Ho
sempre inteso dire che l'onestà è l'anima del commercio, e Beniamino
Franklin diceva che se i bricconi conoscessero tutti i vantaggi
derivanti dall'esser onesti sarebbero galantuomini per speculazione.
La mia lunga esperienza della vita mi ha dimostrato che l'onestà, nel
commercio e nelle industrie, è la più gran virtù per far fortuna nel
mondo.
Un soldato del primo impero mi diceva di aver letto sul barattolo di
uno speziale a Mosca: Anaci di Forlì. Non so se fuori d'Italia siano
conosciuti con questo nome; ma i territori ove si coltiva questa
pianta della famiglia delle ombrellifere, sono esclusivamente quelli
di Meldola, di Bertinoro e di Faenza, verso Brisighella.


Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...