mercoledì 14 settembre 2011

Strudel - Ricetta Artusi

Non vi sgomentate se questo dolce vi pare un intruglio nella sua
composizione e se dopo cotto vi sembrerà qualche cosa di brutto
come un'enorme sanguisuga, o un informe serpentaccio, perché poi al
gusto vi piacerà.

Mele reínettes, o mele tenere di buona qualità, gr. 500. Farina, grammi 250.
Burro, grammi 100.
Uva di Corinto, grammi 85. Zucchero in polvere, grammi 85. Raschiatura
di un limone.
Cannella in polvere due o tre prese.

Spegnete la farina con latte caldo, burro, quanto una noce, un uovo e
un pizzico di sale per farne una pasta piuttosto soda che lascerete
riposare un poco prima di servirvene. Tirate con questa pasta una
sfoglia sottile come quella dei taglierini e, lasciando gli orli
scoperti, distendetevi sopra le mele che avrete prima sbucciate,
nettate dai torsoli e tagliate a fette sottili. Sul suolo delle mele
spargete l'uva, la raschiatura di limone, la cannella, lo zucchero e
infine i 100 grammi di burro liquefatto, lasciandone un po' indietro
per l'uso che sentirete. Ciò fatto avvolgete la sfoglia sopra sé
stessa per formarne un rotolo ripieno che adatterete in una teglia di
rame, già unta col burro, assecondando per necessità la forma rotonda
della medesima; col burro avanzato ungete tutta la parte esterna del
dolce e mandatelo al forno. Avvertite che l'uva di Corinto, o
sultanina, è diversa dall'uva passolina. Questa è piccola e nera;
l'altra è il doppio più grossa, di colore castagno chiaro e senza
vinaccioli anch'essa. Il limone raschiatelo con un vetro


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